Ratti tra via Rolando, via Rota e via Bosco: nuove esche dopo l’intervento massivo di aprile

Tra le cause della proliferazione indicate dall’assessora Silvia Pericu ci sono mercato rionale, attività alimentari, deposito dei bus e conferimenti scorretti dell’umido nei vecchi cassonetti, mentre Genova resta ferma al 9 per cento nella raccolta della frazione organica: troppa materiale di quel genere finisce nel cassonetti dell’indifferenziata

La presenza di ratti nella zona compresa tra via Rolando, via Rota, via Cristofoli e via Bosco, a Sampierdarena, è arrivata in Consiglio comunale con l’interrogazione della consigliera del Partito Democratico Monica Russo, che ha chiesto alla giunta quali iniziative intenda assumere di fronte a una situazione segnalata dai cittadini come in peggioramento e resa ancora più delicata dall’arrivo della stagione estiva. A rispondere è stata l’assessora all’ambiente Silvia Pericu, che ha ricostruito gli interventi già effettuati e annunciato nuove attività di integrazione e potenziamento delle esche.

Il tema, ha ricordato Silvia Pericu, era già stato affrontato anche in sede municipale, durante una commissione del 25 maggio, con un confronto dedicato proprio alle condizioni igieniche dell’area e alla presenza dei roditori. L’assessora ha spiegato di avere chiesto all’Ufficio animali critici di verificare il numero delle segnalazioni ricevute e ha precisato che, dai dati disponibili, non risulta un aumento significativo nell’ultimo periodo. Questo, ha aggiunto, non cancella però la percezione dei cittadini né la necessità di intervenire su un problema reale e già monitorato.

La zona indicata nell’interrogazione è stata infatti oggetto in passato di numerosi sopralluoghi effettuati insieme al Municipio e all’Azienda multiservizi e d’igiene urbana. Queste verifiche hanno portato allo spostamento di alcune postazioni per i rifiuti solidi urbani e al controllo del corretto conferimento da parte di cittadini ed esercenti. Proprio il modo in cui vengono depositati i rifiuti resta uno degli aspetti centrali del problema, soprattutto in aree dove convivono abitazioni, esercizi commerciali, attività alimentari e flussi quotidiani legati al mercato.
Secondo Silvia Pericu, diversi fattori possono favorire la proliferazione dei topi. Tra questi ci sono la presenza del mercato rionale, le attività commerciali alimentari e anche il vicino deposito di automezzi dell’Azienda mobilità e trasporti. L’ultimo intervento di rabbocco degli erogatori di esche è stato eseguito ad aprile ed è stato definito dall’assessora un intervento massivo. Poiché questo tipo di attività deve rispettare una cadenza programmata, sono ora previsti ulteriori interventi di integrazione e potenziamento delle esche da parte dell’Azienda multiservizi e d’igiene urbana, che gestisce l’appalto.
Parallelamente, il Comune sta organizzando nuovi sopralluoghi con i naturalisti dell’Ufficio animali, insieme all’Azienda multiservizi e d’igiene urbana, al Municipio e al centro integrato di via locale, con l’obiettivo di approfondire le cause della presenza dei roditori e mettere in campo azioni coordinate. L’intervento, quindi, non sarà limitato alla sola posa delle esche, ma dovrebbe riguardare anche l’analisi delle condizioni che rendono l’area favorevole alla permanenza e alla riproduzione dei ratti.
Nella risposta a Monica Russo, Silvia Pericu ha poi allargato il ragionamento al tema della raccolta dell’umido. Genova, ha spiegato, è ancora molto indietro su questa frazione: la raccolta dell’umido si ferma al 9 per cento, a fronte di una raccolta differenziata complessiva al 53 per cento. In altre città italiane, ha ricordato l’assessora, la frazione umida rappresenta circa la metà della raccolta differenziata. Il conferimento indiscriminato dell’umido nei cassonetti dei rifiuti solidi urbani, soprattutto nelle zone del ponente dove sono ancora presenti contenitori di vecchia concezione con apertura facilmente accessibile, può contribuire a creare condizioni favorevoli alla presenza dei roditori.
Per questo, accanto agli interventi dell’Ufficio animali critici, la giunta ritiene necessario lavorare anche sulle modalità di raccolta della frazione umida, coinvolgendo cittadini, esercenti e attività del mercato. L’obiettivo è evitare che scarti alimentari e rifiuti organici finiscano nei cassonetti dell’indifferenziata, alimentando un problema che non riguarda soltanto il decoro, ma anche l’igiene urbana e la qualità della vita dei residenti.
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